CROCIERA SUL NILO E IL SITO DEL RAMESSEUM

In esclusiva per i viaggiatori di Kel 12 la visita a Luxor degli scavi della Missione Archeologica Franco Egiziana, al sito del Ramesseum, il tempio eretto sulla riva ovest del Nilo dal faraone Ramses II (1304-1213 a.C.)

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La missione archeologica

Un’esclusiva  di Kel 12 

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Un’esclusiva  di Kel 12 

Un’esclusiva  di Kel 12 

Kel 12 contribuisce per il secondo anno agli scavi archeologici presso il Ramesseum – il tempio di Milioni di anni di Ramesse II a Luxor.

Prende il nome di Ramesseum il tempio eretto sulla riva ovest del Nilo, a Luxor, dal faraone Ramses II (1304-1213 a.C.), di cui rimangono ancora gran parte della struttura principale costruita in arenaria, la famosa statua colossale del faraone e un serie di edifici in mattoni crudi che ospitavano gli annessi economici e amministrativi (magazzini, officine artigianali) e il palazzo reale.

L’estesa area archeologica attuale conserva anche tracce di frequentazione sia precedenti che successive alla costruzione del tempio: nel corso delle ricerche sono infatti emerse tombe del Medio Regno (2100-1800 a.C. circa) e della XVIII dinastia (1550-1300 a.C. circa). Il tempio stesso venne poi riutilizzato nel Terzo Periodo Intermedio (1070-664 a.C.) come area di necropoli.

Sull’area operarono in passato illustri egittologi sia stranieri che italiani, tra i quali Giovanni Battista Belzoni che all’inizio dell’Ottocento contribuì al recupero del busto di Ramses II oggi esposto al British Museum di Londra. Poco dopo visitarono il tempio Ippolito Rosellini e Jean François Champollion, decifratore dei geroglifici, durante la celebre missione franco-toscana; ed è proprio a Rosellini che si deve l’aver riconosciuto il tempio come tempio di Ramses II e l’attribuzione del nome di Ramesseion.

All’inizio del Novecento si devono invece ad Howard Carter, scopritore della tomba di Tutankhamon e allora ispettore capo del Servizio delle Antichità egiziano, alcuni restauri condotti sul secondo pilone.

Dal 2017, un team di ricercatori italiani è stato coinvolto nelle ricerche della missione Franco-Egiziana e dal 2022 gli scavi si svolgono in collaborazione con il Ministero della Cultura italiano, in particolare con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze-“Museo Egizio” e con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano.

Al team italiano sono state affidate le ricerche archeologiche negli annessi nord del tempio: da quest’area molto estesa, che copre una superficie complessiva di 12.000 m2, sono state finora riportate alla luce 15 tombe, che hanno restituito informazioni importanti, quali il numero dei defunti, alcuni dei loro nomi, i tipi di sarcofago in cui erano deposti, parte dei corredi e altri oggetti di notevole interesse. Almeno 4 di esse sono risultate ancora intatte ed è stato possibile ricostruirne in dettaglio l’organizzazione interna e, in alcuni casi, anche le diverse fasi di utilizzo.

La prossima missione di scavo del team italiano sarà operativa a novembre: grazie alla presenza degli archeologi ed egittologi della missione, i viaggiatori Kel 12 potranno visitare il tempio, scoprendo le ricerche in corso e le recenti scoperte.

Un valore aggiunto inestimabile, a un viaggio già di per sé straordinario, nello stile Kel 12.

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